Pianificare un viaggio con l'AI (e cosa resta alle agenzie)
Avevo in testa la Thailandia e due finestre di date. Ho iniziato a chiedere, e dopo qualche giro è uscito un PDF stampabile con l'itinerario. Potevo fermarmi lì, invece ho chiesto una pagina web da usare: budget che si ricalcola, escursioni da aggiungere e togliere, prezzi da verificare dal vivo. I voli li ho già comprati. Ma la domanda vera è un'altra: serviranno ancora le agenzie di viaggio? La mia risposta, con i numeri del settore e le quattro cose che il planner non sa.

La Thailandia ce l'avevo in testa da un po'. Avevo due finestre di date possibili e nient'altro: nessuna tappa, nessun preventivo, nessuna idea di quando convenisse andare.
Così ho iniziato a chiedere. Prima cose semplici: meteo, stagione, periodo migliore per i prezzi, quanto dura uno spostamento interno, cosa vale la pena vedere con un bambino. Poi ho approfondito, e lì è successa la cosa interessante.
Il primo risultato era già tanto
Dopo qualche giro di domande è uscito un PDF stampabile: un'idea di viaggio con le tappe, i giorni, qualche consiglio. Un documento dignitoso, di quelli che fino a pochi anni fa pagavi, e non sempre ottenevi.
Potevo fermarmi lì. Invece mi sono chiesto una cosa: perché un documento?
Il passo in più: non un testo, uno strumento
Ho chiesto una pagina web. Non da leggere: da usare.
Dentro doveva esserci quello che serve per decidere, non solo per ricordare. Un budget che si ricalcola quando cambio una voce. Le escursioni da aggiungere e togliere, con il prezzo. Le tappe con le notti. I link per controllare i prezzi dal vivo. E poi un po' di storia, le foto, i consigli pratici, i documenti, i vaccini.
Questo è il risultato: il planner del viaggio.
Ci sono 15 notti di febbraio 2027, 5 basi invece di un albergo diverso ogni notte (Bangkok, Chiang Mai, Khao Sok, Koh Lanta e di nuovo Bangkok), la mappa del percorso, il piano giorno per giorno, le proposte di alloggio per ogni base, le esperienze con le tariffe, l'ordine in cui conviene prenotare e la lista delle cose da fare prima di partire. Il budget obiettivo è di 6.000 € per la famiglia, con un margine dichiarato, e dentro la pagina posso spostare le voci e vedere il totale che si muove.
La differenza tra il PDF e la pagina non è la grafica. È che il PDF racconta un viaggio, la pagina mi fa prendere delle decisioni. Posso chiedermi cosa succede se tolgo una notte, se cambio isola, se aggiungo l'escursione da 120 €, e la risposta arriva subito.
I voli internazionali li ho già comprati, 2.279,56 € in tre. Da qui in avanti mi restano i voli interni, gli alloggi e le escursioni, e non devo fare altro che continuare a parlare con il mio agente.
Per me è stata un'esperienza incredibile. Ed è anche il motivo per cui mi sono fatto la domanda che dà il titolo a questo pezzo.
E allora, serviranno ancora le agenzie?
La mia risposta corta è sì, ma non per tutti e non per quello che facevano prima.
Partiamo dai numeri, perché le opinioni sul turismo sono tante. In Italia ci sono circa 7.100 agenzie di viaggio attive. L'osservatorio Fiavet sull'estate 2026 racconta una stagione difficile: il 59% delle agenzie ha registrato un calo delle prenotazioni superiore al 15%, e il 67% ha visto le prenotazioni spostarsi sul last minute.
Attenzione però: quel calo non è colpa dell'AI, o almeno nessuno lo ha dimostrato. Dentro ci sono i prezzi, il potere d'acquisto, l'abitudine a decidere all'ultimo. Prendere un dato di settore e attaccarci sopra la spiegazione che ci piace è il modo più veloce per capire male un fenomeno.
Sull'uso dell'AI in viaggio, invece, i numeri ci sono. Una rilevazione su 11.000 viaggiatori nel mondo citata dalla CNBC dice che il 91% la usa per pianificare, ma solo il 35% si fida fino in fondo di quello che risponde.
Quel 35% è il punto di tutto il discorso.
Cosa l'AI non mi ha dato
Ho fatto il mio planner e ne sono contento. Ma so benissimo cosa non c'era dentro, e vale la pena dirlo, perché è esattamente lo spazio che resta a un professionista.
Non sa se una cosa esiste davvero. Un'indagine di agosto 2026 su mille viaggiatori americani ha trovato che 1 su 6 di chi ha usato l'AI si è visto consigliare un posto, un tour o un'attività che non esisteva. Più della metà ha ricevuto almeno un consiglio sbagliato: prezzi o orari non corretti (27%), attività non disponibili (21%), locali chiusi da tempo (10%). Non è un dettaglio folkloristico: due turisti sono finiti a 4.000 metri sulle Ande a cercare un canyon inventato.
Non conosce il prezzo di stasera. Un modello scrive il prezzo che ha visto durante l'addestramento o durante una ricerca, e quel numero invecchia in ore. Nel mio planner i prezzi sono indicativi e ogni voce ha il link per controllarla dal vivo. È una scelta voluta, non una mancanza.
Non risponde alle 3 di notte a Bangkok. Se salta un volo interno, se l'hotel non ha la prenotazione, se un bambino sta male, l'AI ti aiuta a ragionare ma non chiama nessuno per te, non ha un numero da fare, e soprattutto non ha nessuna responsabilità su come va a finire.
E non ti vende la garanzia del pacchetto. Questa è la parte che quasi nessuno considera, ed è la più solida. Quando compri un pacchetto da un'agenzia, in Europa non compri solo l'organizzazione: compri un regime di tutele. Se l'organizzatore fallisce ti devono il rimborso e, se sei già partito, il rientro. La direttiva è stata appena rivista: la direttiva (UE) 2026/1024, pubblicata l'8 maggio 2026, va recepita entro il 29 settembre 2028 e si applicherà dal 29 marzo 2029. Rafforza la copertura in caso di insolvenza, mette regole severe sui voucher (consenso scritto, 12 mesi di validità, rimborso in denaro entro 14 giorni dalla scadenza) e fissa i tempi dei rimborsi.
C'è un dettaglio che riguarda proprio noi che facciamo da soli. La revisione chiarisce quando una combinazione di servizi comprati online diventa comunque un pacchetto: succede se i tuoi dati passano da un fornitore all'altro e il tutto si chiude entro 24 ore. Montare il viaggio a pezzi, in giorni diversi, su siti diversi, quasi sempre vuol dire restare fuori da quelle tutele.
Quando prenoto da solo, insomma, l'agenzia di me stesso sono io. Mi sta benissimo, ma è bene saperlo prima, non all'aeroporto.
Per chi resta l'agenzia
Se metto insieme la mia esperienza e questi numeri, mi vengono quattro risposte.
Chi non vuole decidere. Il mio planner mi è costato ore di domande, letture e verifiche. Mi sono divertito. Per molte persone quelle stesse ore sono un costo, non un piacere, e pagare qualcuno che decide al posto tuo è razionale.
I viaggi complicati. Più paesi, gruppi numerosi, nozze, famiglie allargate, destinazioni dove un errore si paga caro. Qui il valore non è l'itinerario, è la gestione di quello che va storto.
Chi vuole che qualcuno risponda. Non il consiglio: la responsabilità. È quello che la direttiva di cui sopra mette per iscritto, ed è l'unica cosa che nessun modello potrà mai offrirti.
Chi compra accesso. La guida che conosce quel lago, il tavolo che non si prenota online, il permesso che richiede un contatto locale. Relazioni, non informazioni.
E poi c'è la quinta risposta, quella che riguarda le agenzie stesse: la parte noiosa del loro lavoro, cercare, confrontare, impaginare preventivi, oggi la fa una macchina in pochi minuti. L'agenzia che la usa guadagna tempo da spostare sulla consulenza vera. L'agenzia che continua a vendere solo l'impaginazione del viaggio vende una cosa che adesso i clienti si fanno da soli, e meglio.
Se lo fai da solo, fallo bene
Dalla mia esperienza, in ordine di importanza.
- Verifica che esista. Ogni posto, ogni tour, ogni ristorante: una seconda fonte, meglio se mappe più recensioni recenti. Vale soprattutto per le cose che ti sembrano perfette.
- I prezzi si guardano vivi. Qualsiasi cifra scritta da un modello è un ordine di grandezza, non un preventivo.
- Prenota nell'ordine giusto. Prima la cosa che, se salta, fa saltare tutto il resto. Nel mio caso i voli internazionali, infatti sono la prima cosa che ho comprato.
- Assicurazione, e leggi cosa copre. Soprattutto annullamento e spese mediche fuori dall'Europa.
- Tieni una riserva per gli imprevisti, dichiarata dentro il budget. Nel mio planner c'è una voce apposta.
- Chiedi i consigli, non le certezze. Un modello è bravissimo a dirti perché febbraio è meglio di agosto. È pessimo a dirti se quel traghetto parte domani.
E due prompt, perché sono la parte che mi chiedete sempre.
Devo organizzare un viaggio e voglio un piano che regga alla realtà, non un elenco di meraviglie.
Chi parte: [quante persone, età, passo di camminata, cosa non è negoziabile].
Quando: [le finestre di date possibili].
Budget: [cifra totale, e cosa deve includere].
Cosa cerco: [mare, natura, città, cibo, pochi spostamenti].
Lavora così.
1. Dimmi quale finestra è migliore per meteo, stagione e prezzi, con il motivo, e cosa eviterei andando nell'altra.
2. Proponi un itinerario con poche basi e pochi spostamenti, non una tappa al giorno.
3. Per ogni luogo e ogni attività indica la fonte e quanto è aggiornata. Se non riesci a verificare che esista e sia aperto, scrivilo accanto invece di darlo per buono.
4. Separa quello che conviene prenotare adesso da quello che si decide sul posto.
5. Chiudi con i dieci numeri che pesano di più sul budget, dal più grande al più piccolo.
Adesso trasformalo in una pagina web che posso tenere aperta e aggiornare, non in un documento da stampare.
Deve avere:
- un budget che si ricalcola quando cambio una voce, con il totale sempre visibile
- le escursioni che posso aggiungere e togliere, con il prezzo per persona
- una riga per tappa, con dove dormo e quante notti
- accanto a ogni prezzo il link per verificarlo dal vivo, perché i prezzi che scrivi tu invecchiano
- una sezione con cosa fare prima di partire e le relative scadenze
- per ogni tappa due righe di storia e qualche foto, che servono a scegliere, non solo a organizzare
Dove non hai un numero verificato lascia il campo vuoto e scrivi cosa devo controllare io.
Quello che mi porto a casa
Qualche anno fa, per avere quel documento, avrei dovuto entrare in un'agenzia. Oggi l'ho costruito io in qualche sera, ed è più aggiornabile di qualsiasi preventivo stampato, perché cambia mentre cambio idea.
Ma non è successo che l'AI abbia sostituito un'agenzia. È successo che mi ha dato gli strumenti di un'agenzia, lasciandomi addosso tutto il lavoro di verifica e tutto il rischio. Per un viaggio che mi diverte pianificare è il prezzo giusto. Per il viaggio dei miei genitori, o per il viaggio delle nozze di qualcuno, probabilmente no.
La rivoluzione non è che adesso i viaggi te li organizzi da solo. È che la parte di lavoro che si può copiare, cercare e impaginare vale ogni giorno un po' meno, e la parte che richiede responsabilità, relazioni e presenza vale ogni giorno un po' di più. Vale per le agenzie di viaggio e vale, se ci pensi, per quasi tutti i mestieri.
E voi come l'avete usata? Mi interessa soprattutto chi ci ha provato e si è trovato male: è lì che si impara qualcosa.
Questo contenuto è stato prodotto con l'assistenza di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato da Omar Bortolato, che ne assume la responsabilità editoriale. Come uso l'AI su questo sito.